La strada

Ho sempre inseguito l’idea della strada. Ossia, l’andare, correre, camminare.

Che, ahimè, sono cose che non posso proprio fare.

Ed è per questo che morde forte dentro la voglia di farcela comunque. Pur se, spesso, non so dove e come andrà a finire. Però comunque, mi son sempre lasciato andare alla strada. Che in qualche modo la risposta me l’ha sempre indicata. A volte da incantare a volte da pagare. Come giusto sia se la vita la vivi senza sotterfugi. Forse, per questo, che un giorno mi trovai a scrivere queste parole dopo aver fatto il cammino la prima volta:


“…..la strada sa sempre dove portarmi. Forse in un’altra strada. In posti sconosciuti e poi in un’altra strada ancora. Ma è sempre la stessa. È unica e non puoi farne a meno. È lei che ti sceglie e non puoi che seguirla. Puoi tirare dritto. O svoltare a destra. Oppure a sinistra. Ma è sempre la stessa. Non cambia mai. Qualche volta è zeppa di curve. Qualche volta è anche intasata. Allora ti tocca sudare, per uscire dall’ingorgo. Non puoi
fare altro se non vuoi mendicare sempre un passaggio.

Puoi perfino tornare indietro. Ma è tempo perso. Come barare con scorciatoie risapute. A volte imbocchi anche strade sbagliate. Solo che te ne accorgi sempre dopo. E non ti importa niente delle indicazioni. Sono quelle che tutti sanno. Ma non sono, però, le tue. Meglio andare avanti, allora. Magari ti accorgi che proprio la strada sbagliata era quella che volevi e cercavi. Forse le sbagliate sono quelle più vere. Le altre solo più comode. Le più facili. Qualche volta ci si perde. Però è anche possibile ritrovarsi.

Ma solo rischiando di arrivare alla fine. Perché qualcosa ci deve essere. Altrimenti la strada non ci ruberebbe con quel puzzo d’asfalto che consuma spietato la stagione della frontiera. E che sempre incalza accanita il tempo acerbo, di chi dovrebbe tracciare solo i passi scanzonati del suo viaggio. Così come la vita, che un po’ male, a volte, ti fa. Ma è il conto da pagare per non scordare una nota, una parola, uno sguardo, e una strada lunga e diritta.

Che pare non portare mai in nessun luogo.

Ma è sempre lì. Dalla tua pelle, stregata.”

BUEN CAMINO!

Pubblicato da Vincenzo Russo

Educatore, scrittore, insegnante e amante del Cammino

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